Cub Trasporti – SGB: Comunicato di fine sciopero

COMUNICATO di FINE SCIOPERO 25 ottobre 2019: FERROVIE Le ferrovie. Nonostante una partecipazione diversificata fra territori e settori, i ferrovieri hanno aderito con risultati sorprendenti, supratutto nel centro-nord. In Trenord è stato il culmine delle adesioni con decine di soppressioni di treni e perfino le defezioni di posti quadri, come le sale operative, con la dirigenza che è dovuta scendere a sostituire gli scioperanti. Ottima la partecipazione in certe linee o stazioni con, ad esempio, tutti i turni commerciali in sciopero. Lo sciopero ha intercettato un “Malessere Trenord” di lungo corso che sta ancora tutto intero davanti ad onta dei nuovi corsi, degli accordi di rilancio, del tutto bene di azienda e confederali d’accompagnamento. Proprio a Milano CGILCISL e UIL il giorno prima dello sciopero hanno sentito il bisogno di redigere un comunicato stampa che invitava a boicottare lo sciopero, avvertiva il peso sui cittadini e rassicurava che loro son d’altra pasta e pertanto meritano la titolarità esclusiva della rappresentanza: i lavoratori hanno risposto nel migliore dei modi, autorappresentando le proprie istanze nella giornata di sciopero, senza bisogno dei mediatori. Anche nel resto d’Italia tante sono state le partecipazioni, con attestazioni giunte dai luoghi e dai comparti più disparati delle lavorazioni ferroviarie (officine, movimento, biglietterie) oltre gli addetti alla più evidente circolazione treni. Ancora una volta un affidabile termometro della diffusione dello sciopero lo ha reso l’alacre impegno delle aziende a coprire con ogni forzatura e sotterfugio i turni ai treni, energie che tantopiù sono profuse a brigare per nascondere gli effetti e negare la partecipazione e più ne rivela la portata, anche a treni circolanti: pressoché ovunque comandi illeciti, distorsione delle norme tecniche, compressione del diritto di sciopero con abuso dei servizi minimi, anche con spese produttive triplicate, utilizzo di crumiraggio perfino con personale di altre imprese. Le Ferrovie nei Trasporti. I ferrovieri hanno rappresentato bene con questo sciopero l’insofferenza verso una condizione sempre più precaria del lavoro che scivola verso l’arbitrio, la precarizzazione, l’esternalizzazione, la vendita dei settori interi, la moltiplicazione delle spa interne pronte per la collocazione azionaria. CCNL scaduti (in FS da 2 anni) ma che avanzano ugualmente con accordi-toppa di concessione alle ristrutturazioni di un trasporto ferroviario di business e sempre meno per l’utenza diffusa e garanzia del dirittto universale alla mobilità. Con lo svuotamento delle lavorazioni e l’appaltizzazione, poi, viene ultimo al pettine il nodo della sicurezza, conseguenza diretta delle politiche di privatizzazione o gestione privatistica. Tra pezzi interi che vanno a gara e micro spostamenti in esternalizzazione, il piano industriale manca in ogni azienda, come manca un linea guida di quello che si vuole fare del trasporto su rotaia, al di là dei ritornelli sciorinati sulla sua promozione e che si perdono nella realtà quotidiana fatta di tagli e energie riversate a senso unico verso i settori di mercato. Le ferrovie si scoprono così a condividere con il resto dei trasporti la partita cruciale, in questa fase lunga, di privatizzazione: dai marittimi al TPL, dal trasporto aereo alle lotte dei portuali, ovunque l’alienazione del bene pubblico verso proprietà e méte private allontatanano sempre più una gestione pubblica dei servizi alla mobilità. I Trasporti nel Lavoro. I lavoratori dei trasporti si ritrovano infine a specchiarsi nella condizione di tutto il lavoro contemporaneo, dove imperversano precarietà, scippo dei dirittti, consegna all’arbitrarietà padronale e ristrutturazioni che scaricano sul corpo del lavoro costi e rischi dell’impresa, in nome di grandi profitti accumulati altrove. Da Alitalia a Whirpool, dagli infortuni e dai morti alle lotte nella logistica per strapparsi giornalmente a condizioni di lavoro di semischiavitù, dall’amianto alla Thyssen-Krupp, dall’ Ilva alla Fiat. Ovunque il mondo sta verificando lo scempio e l’insostenibilità della condizione sociale e ambientale, punto di arrivo di questi rapporti sociali che lo costituiscono. E’ con favore e pieno accoglimento che in questo sciopero si sono visti nelle manifestazioni e nei picchetti bandiere e partecipazione di lavoratori di molte più sigle che i soli proclamanti CUB-SI COBAS-SLAI COBAS-USI CIT. Segnale di una voglia di far quadrato dal basso sui problemi che mettono insieme tutto il mondo del lavoro a prescindere dalle dirigenze di questa o quella sigla che se ne facciano portatrici per un pezzo del percorso. Sapranno i lavoratori farsi carico complessivamente di questa priorità ricomp

Bioraffineria di Livorno…una ecoballa

L’ENI, già Ente Nazionale di Idrocarburi, multinazionale italiana attiva nei settori del petrolio e dell’energia, già nota per sfruttare le risorse naturali in Africa e nel mar mediterraneo, ha annunciato un progetto volto ad installare un gassificatore all’interno della raffineria di Livorno. La mancanza di reale volontà dei governi e delle industrie, di una riconversione eco sostenibile delle proprie attività e la carente ricerca di fonti di energia alternative, è stata già causa di disastri ambientali come lo straripamento di fiumi e inondazioni che anche a Livorno hanno causato distruzione e morte. In questo contesto, a dir poco portatore di eventi catastrofici, si cala il progetto Eni del nuovo gassificatore nella città labronica; si tratta di un impianto che ha la funzione di scaldare a 1200 °C plastica non riciclabile (Plasmix) e rifiuti indifferenziati (CSS, le famose ecoballe), al fine di produrre BIO carburanti. Sebbene il termine “bio” significhi vita, è legittimo dubitare della bontà del progetto. Infatti la torre gassificatrice immetterà infatti nell’aria qualcosa come 1,32 kg di CO2, ogni kg di rifiuto sottoposto al trattamento (150000 kg di CO2 ogni anno); non solo, Il prodotto che uscirà dal processo altro non sarà che benzina e metanolo, quindi combustibili destinati a generare ulteriore CO2, gas causa principale del surriscaldamento terrestre. Oltretutto l’impianto consumerà grandi quantità di acqua destinata al raffreddamento del processo che, giunta al termine della lavorazione, sarà carica di metalli pesanti. ENI garantisce che questi metalli saranno depurati ma al momento non si sa dove verrà versata l’acqua dopo la depurazione. Nutriamo inoltre dubbi sulle reali nozioni e sensibilità ambientali di Eni rispetto alla riconversione green; infatti Eni parla di “economia circolare, rigenerazione, nuova vita, input sostenibile, riciclo/riutilizzo”, pubblicizzando quindi una una reale cognizione di causa sugli eventi in corso ma in verità Eni si riveste con le parole d’ordine del momento, mentre i fatti parlano di politica industriale ancora vecchia e inquinante, tanto che l’AGI (Agenzia Giornalistica Italia controllata da ENI) riporta dati fuorvianti in merito allo scioglimento dei ghiacciai: lo scioglimento del ghiaccio marino antartico è favorito da altri fenomeni (e quindi non dall’innalzamento di temperatura da CO2), come il vento, oppure il buco nello strato di ozono o El Niño. Il ghiaccio marino (…) contribuisce al riscaldamento globale perché il ghiaccio marino riflette gran parte dell’energia del sole nello spazio. Il ghiaccio marino ha un enorme impatto sul clima. Come possono nella realtà, azzardare la programmazione di zero emissioni CO2 nel 2030 e al contempo sostenere che il ghiaccio marino è impattante sul clima? Altri punti preoccupanti del gassificatore riguardano la sua novità progettuale, primo al mondo nel suo genere, riferisce Eni, che quindi non dà nessuna garanzia sui dati sbandierati da Eni, mentre certo sarà il conseguente traffico di camion che trasporteranno i rifiuti in raffineria da Livorno, Pisa e Collesalvetti, con inevitabile generazione di altra CO2. Peraltro già abbiamo avuto esperienze in Toscana di gassificatori che da progetti innovativi si sono invece dimostrati bidoni, come il gassificatore di Testi, vicino Greve. Quello che realmente occorre è una radicale inversione delle strategie energetiche. Il sito ENI di Livorno ha, in questa fase storica, un unico compito: la bonifica dell’intera area. I costi relativi alla messa in sicurezza, a carico di ENI, non devono pertanto mascherare operazioni classificate come“bio” o “green”, che suonano cone una moneta falsa. Chi ha provocato, ai soli fini del profitto, inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, rendendo difficilmente respirabile l’aria in zone popolose come Stagno e i quartieri nord di Livorno deve farsi carico delle proprie responsabilità,  con riconversione industriale dell’area che salvaguardia gli abitanti della zona e l’occupazione dei lavoratori, esattamente come per L’Ilva di Taranto. Da anni come Cub siamo a fianco di cittadini, comitati e organizzazioni, anche con scioperi locali e nazionali, nelle mobilitazioni a difesa di salute e ambiente, come nella battaglia emblematica No TAV, nelle grandi mobilitazioni del Fridays for Future che hanno il merito di aver portato alla attenzione generale i temi ambientali o nelle battaglie dei comitati della piana Fiorentina, contro Inceneritore e aeroporto; lo saremo anche stavolta.  Ottobre 2019.

CUB TOSCANA, via di Scandicci 86 Firenze

cub-trasporti@libero.it,  cubsanita@libero.it,  cubtlc@libero.it

Catalogna: contro il terrorismo di stato

Confederacion General Del Trabajo Secreteria delle Relazioni Internazionali del Comitato Confederale Contro il terrorismo degli Stati Dopo aver ascoltato la sentenza della Corte Suprema contro 12 politici catalani per gli eventi verificatisi intorno al 1 ° ottobre 2017, continuiamo a verificare che la violenza dello stato condanna le concentrazioni e le manifestazioni di persone come crimini di sedizione.

Lo Stato e i suoi lacchè, si preoccupano più di sottolineare la disobbedienza allo Stato che la mancanza di libertà e la repressione delle forze di sicurezza e dei corpi che colpiscono, sparano o gettano le persone nel vuoto dalle scale, nel frattempo, tutta questa repressione viene eliminata l’opinione pubblica la corruzione politica, l’assenza di politiche sociali, la privatizzazione dei servizi pubblici, la mancanza di investimenti in ricerca e sviluppo, omicidi sessisti, disoccupazione, povertà, riscaldamento globale, pensioni … ovvero problemi che sanguinano la classe operaia.

Con questo giudizio mediatico viene ratificato il rapimento degli accusati, che sono già in prigione da più di un anno e mezzo, con condanne tra 9 e 13 anni di rapimento da parte dello Stato.

Dal sindacalismo di classe combattivo e dall’anarco-sindacalismo, abbiamo risposto e continueremo a farlo agli attacchi della Generalitat e dello Stato spagnolo attraverso le sue politiche contro la classe operaia, nonché il rafforzamento della repressione costante che i sindacati e i movimenti sofferenza sociale, governare chi governa, come nel caso “Stop al parlamento”.

Ci sentiamo lontani dai nazionalismi dell’uno o dell’altro segno, quindi esprimiamo la nostra posizione radicale contro la repressione della classe lavoratrice e la repressione dei diritti e delle libertà dei cittadini.

La criminalizzazione del diritto di protesta e dell’organizzazione politica e sociale non riguarda le persone o la storia l’una dell’altra, l’abbiamo verificata con i nostri corpi e le nostre azioni, confermiamo il riarmo repressivo dello Stato e dello Stato autonomo.

Siamo anche preoccupati per il precedente legislativo che questa frase suppone per future mobilitazioni, poiché convalida la deriva criminale, sempre presente, che è accentuata e consolidata.

I giovani di Altsasu, le centinaia di migliaia di multe della legge Gag, la violenza della polizia, le operazioni contro il movimento libertario, le persone che hanno dovuto andare in esilio per proteggere le loro vite dalla repressione e le condotte della polizia sono un esempio vivente della situazione storica che esiste nella penisola.

Ora, Sabadell è accusato di preparare azioni con esplosivi che non esistono e bombe che non sono esplose, mentre il terrorismo è attualmente solo sotto forma di sfratti criminali contro decine di migliaia di famiglie della classe operaia.

Combatteremo fino a quando non saremo tutti liberi, liberi dalla violenza, liberi dallo sfruttamento capitalista e dallo stato oppressivo!

Livorno. Assemblea dei ferrovieri di Mercitalia

Verbale assemblea MIR 10/10/19 Si è svolta giovedì 10 ottobre l’assemblea autoconvocata dei lavoratori MIR. È stata registrata una buona presenza di macchinisti dell’impianto di Livorno. Assente il personale di altri presidi e delle altre categorie. Come da programma sono stati discussi temi riguardanti 1)il CCNL e il rinnovo dello stesso 2)il dispositivo ad Uomo morto sulla E494 3)le problematiche sul turno dei macchinisti di Livorno 4)la sicurezza nei luoghi di lavoro. Inoltre, nel corso del dibattito, hanno trovato spazio altre questioni quali la cassa di solidarietà, gli spostamenti dei macchinisti per recarsi nelle sedi di inizio lavoro e la logistica. CCNL: ad inizio assemblea sono state illustrate le piattaforme attualmente esistenti per il rinnovo del contratto scaduto a dicembre 2017. La prima ad essere presa in esame è stata quella fatta recentemente circolare dalle sei sigle firmatarie. Piattaforma, questa, che ha incontrato un parere negativo tra i lavoratori presenti in assemblea, a causa della sua genericità sui temi e perché priva di approfondimenti specifici. A seguire è stata visionata la proposta di rinnovo contrattuale del sindacato Orsa. Questa proposta, a differenza del precedente documento, ha fatto notare dei punti maggiormente dettagliati ma, allo stesso tempo, ha generato nell’assemblea qualche perplessità in quanto separata dall’altro documento sottoscritto da Orsa stessa. L’ultima piattaforma oggetto di discussione è stata quella elaborata dai ferrovieri nel 2016, sintesi di 21 assemblee nate spontaneamente sui territori. Le rivendicazioni dei lavoratori contenute in questo documento (riguardanti le categorie del personale viaggiante, delle officine, del movimento e dell’infrastruttura) sono state giudicate dall’assemblea ancora attuali e rispondenti alle naturali aspirazioni dei lavoratori. È stato pertanto deciso dai presenti in assemblea che questa piattaforma sarà l’unico documento con cui essi vorranno essere rappresentati alle negoziazioni contrattuali. I lavoratori ritengono inoltre opportuno iniziare un nuovo ciclo di assemblee e di scioperi per dare forza a queste rivendicazioni. Oggetto di critiche è stato anche il il welfare aziendale, che dietro ai vantaggi immediati cela pericoli per lo stato sociale, ad esempio la sanità pubblica È stata infine decretato il totale rigetto del presente CCNL, in quanto privo di punti positivi ed insostenibile. Dispositivo ad Uomo morto E494: i macchinisti hanno condannato il ripristino del Vigilante sulla locomotiva E494. Il dispositivo, dotato di punti di reiterazione (Organi di Vigilanza attivi) atti ad azzerare i tempi di intervento del Vigilante e che non consente di essere scollegato dall’attività legata alla conduzione del treno, genera stress tra i lavoratori. Al riguardo sono stati discussi due M40 di autotutela: uno specifico per la scuola, da consegnare all’istruttore al termine dell’abilitazione; l’altro da consegnare al capodeposito/coordinatore. Entrambi gli M40 riguardano eventuali mal funzionamenti agli organi di reiterazione (leva di trazione, sabbiere, tromba, tasti scmt, leva del freno, tergicristalli), che costringerebbe il macchinista a premere il pedale ogni 55 secondi causa la frenatura automatica del treno. In questi casi viene prescritto all’azienda l’impossibilità di utilizzare il mezzo di trazione per motivi ergonomici/stress psicofisico. È stata considerata potenziale origine di rischio l’intervento ogni 30 secondi del Vigilante in modalità “Manovra”, che distrae il lavoratore nelle delicate operazioni che avvengono negli scali/depositi. I presenti in assemblea hanno avanzato la proposta di far introdurre un dispositivo che accerti il corretto funzionamento degli O.V attivi durante l’esecuzione degli accessori in partenza. È stato inoltre stabilito di 1) segnalare e protocollare sul libro di bordo eventuali guasti agli O.V attivi, in modo da agevolare i colleghi a formulare il dispaccio 2) richiedere alle ASL un controllo sul funzionamento complessivo del nuovo Vigilante. Gli M40 sono a disposizione presso gli attivisti. Turno di Livorno: sono state segnalate, per la loro pesantezza, le giornate del turno di Livorno relative alla riserva 5-13 e il conseguente riposo diurno treno 56126/55200, al servizio su Genova/Modena (treno 47064 legato al treno 46561/69561 su Fiorentina di Piombino con locomotore isolato su Livorno Calambrone) e il servizio di Pomezia. Questi servizi, che generano notevole tensione e stanchezza, sono stati da tempo segnalati alle RSU/azienda (in particolar modo il ritorno con treno 55200 da Rubiera dopo il riposo diurno). Nonostante ciò chi cura i turni persiste a non alleggerire ed equilibrare il turno. I macchinisti pertanto denunciano una situazione critica che va ad influire sulla salute del lavoratore e che potrebbe pregiudicare la sicurezza dell’esercizio. Sicurezza nei luoghi di lavoro: nel corso del dibattito è emersa la volontà di segnalare ai soggetti indicati qualsiasi situazione anomala che si venga a creare negli ambienti lavorativi. È stato riportato il caso dello scalo di Pomezia, dove insistono notevoli criticità riguardanti l’assenza di camminamenti e la scarsa illuminazione. Logistica: i lavoratori chiedono chiarimenti all’azienda sugli spogliatoi dei macchinisti che, sembra, siano stati approntati a Livorno Calambrone. Questo è un dato che -se confermato- pone interrogativi sia sulla scelta dell’ubicazione degli spogliatoi in una località così decentrata che sul raggiungimento degli stessi. Viene pertanto chiesto se l’azienda metterà a disposizione dei lavoratori interessati un servizio di spostamento dedicato. Spostamenti del personale nella sede di Livorno: È stata rilevata da tempo, con conseguenti segnalazioni all’azienda che sono al momento disattese, un evidente incrinatura nel parabrezza frontale del pulmino della ditta privata Opus. Sempre nello stesso mezzo insiste la rottura del gancio di chiusura del vetro posteriore destro. Questo rende incompatibile l’utilizzo del pulmino con l’inizio della stagione invernale. A fronte di queste problematiche è stato proposto, come norma comportamentale, di non fornire all’autista della ditta Opus i dati relativi ai nominativi, numeri dei treni e di matricole finché non verranno riparati i guasti. I lavoratori denunciano inoltre la mancata copertura del servizio di spostamento durante la fascia notturna del sabato. Viene chiesto pertanto un adeguamento del servizio 7 giorni su 7 e H24. Gli attivisti sindacali hanno preso l’impegno di segnalare i problemi sulla sicurezza agli organi competenti. Cassa di solidarietà: sono stati mostrati vari comunicati della Cassa di solidarietà tra ferrovieri. Dopo aver dato una lettura sulle origini della cassa, nata per sostenere Dante De Angelis licenziato per la lotta al Vacma e i ferrovieri licenziati dopo la puntata di Report, è stato spiegato dagli attivisti l’importanza dell’esistenza di questa forma di sostegno sia economica che morale, che aiuta chi lotta nei luoghi di lavoro (ed è oggetto di repressione aziendale) e chi viene sanzionato ingiustamente e in modo sproporzionato. In conclusione dell’incontro viene stabilito: 1)il rifiuto di qualsiasi piattaforma di rinnovo contrattuale che non sia frutto di lavori assembleari e di decisioni prese dai lavoratori 2)un rifiuto del nuovo Vigilante, dannoso per gli effetti negativi che si ripercuotono sull’attività lavorativa 3)l’esigenza di un turno di lavoro maggiormente equilibrato 4)chiarimenti su spostamenti del personale e sulla logistica. I lavoratori richiedono infine nuove elezioni per il collegio RSU e i RLS, essendo decaduti i termini dei mandati e per integrare i posti lasciati vacanti. Il presente verbale sarà diffuso per garantirne l’efficacia propositiva e come incentivo per i prossimi appuntamenti tra i ferrovieri. I lavoratori presenti in assembleaLivorno

Senegal: I ferrovieri del treno della banlieue devono riscuotere i propri stipendi.

Pubblichiamo questo comunicato della Segreteria Internazionale della C.G.T. Di Spagna.

3 OTTOBRE 2019. Dopo due mesi il Personale del Piccolo Treno della Banlieue (PTB) non ha ancora ricevuto il proprio salario. Dopo un primo sciopero effettuato ai primi di settembre il Ministro aveva assicurato che la situazione sarebbe stata regolarizzata. L’accordo raggiunto il 13 settembre non è stato mantenuto. I ferrovieri e le ferroviere, uniti nel proprio sindacato, il SYNATPTB, membro della Rete Internazionale di Solidarietà e Lotta e della Rete Senza Frontiere, hanno bloccato la via principale fra Dakar e Thies.

I morti sul lavoro. Cronaca quotidiana

Report morti sul lavoro nei primi 9 mesi del 2019; Settembre chiude il mese con 4 morti sui luoghi di lavoro.

Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro Settembre si chiude con altri 4 morti sui luoghi di lavoro: tra questi un operaio manutentore di 40 anni della FCA di Cassino, che muore alle 3 di notte, e un giovane di 21 anni schiacciato dal trattore nella provincia di Bologna. Sono morti complessivamente 1108 lavoratori, di questi 540 sui luoghi di lavoro /escluso itinere: erano 552 al 30 settembre del 2018- 2,2%. Il 30 settembre 2008, anno di apertura dell’Osservatorio erano 461 +14,4%. Attenzione Il 2018 è stato l’anno con più morti sui luoghi di lavoro da quando è stato aperto l’Osservatorio, quindi occorre essere estremamente cauti per questo piccolo calo dei morti, dovuto più al caso che a iniziative messe in atto. Nel 2019 sono stati già 117 gli schiacciati dal trattore, 13 di questi con il nuovo governo con Ministra delle politiche Agricole Teresa Bellanova e questo in appena 20 giorni. Sui luoghi di Lavoro la Lombardia ha già 76 morti, con le morti sulle strade e in itinere supera già i 150 morti complessivi. Segue la Campania con 51 morti e 109 con i morti sulle strade e in itinere. La provincia con più morti sui luoghi di lavoro è quella di Roma con 22 morti, segue quella di Avellino con 14 morti, Torino e Verona con13, Milano, Brescia, Foggia e Napoli con 12. L’agricoltura col 29,8% è la categoria con più morti sul lavoro, di questi ben il 69% sono stati schiacciati dal trattore. segue l’edilizia col 16%, l’autotrasporto (di tutte le categorie con il 12%. L’industria con il 9,7. Seguono una miriade di categorie come gli operatori ecologici, artigiani, pescatori di mare, carabinieri, poliziotti, postini, portuali ecc. E’ incredibile, ma non per me che monitoro i morti da 12 anni, ben 157 dei 536 morti sui Luoghi di Lavoro hanno oltre 60 anni e rappresentano da soli il 30% di tutti i morti sul lavoro escluso itinere. Gli stranieri che hanno perso la vita sui luoghi di lavoro sono il 14,5% erano il 12% nelle precedenti rilevazioni. Carlo Soricelli curatore dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it L’unico sito in Italia che monitora in tempo reale i morti sul lavoro, attivo dal 1° gennaio 2008

A cura di Carlo Soricelli

Attentato incendiario alla sede CUB di Monza nella notte fra il 4 e il 5 ottobre.

Dal comunicato della CUB Nazionale.
INCENDIATA LA SEDE DELLA CUB DI MONZA
ALLE INTIMIDAZIONI SI RISPONDE CON LA LOTTA
Nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 ottobre alcuni "ignoti", forzando una finestra, hanno lanciato una bomba molotov dentro la nostra sede sindacale di Viale Piave 7, a monza.
I residenti, svegliati dallo scoppio, hanno chiamato i Vigili del Fuoco e, grazie al loro pronto intervento. i danni sono stati circoscritti al solo ufficio in cui è stata gettata la molotov.
Si tratta di un atto gravissimo, in chiaro stile di "intimidazione mafiosa",
contro la nostra continua e coerente attività in difesa dei diritti dei lavoratori.
Sul territorio brianzolo la presenza della CUB è storica, molte sono state e continuano ad essere le lotte che i lavoratori e gli operatori sindacali della CUB realizzano ogni giorno: dal settore metalmeccanico, alla sanità pubblica e privata (solo ieri c'è stato lo sciopero dei dipendenti dell'Ospedale San Gerardo contro i tagli alla spesa pubblica e la carenza di personale), nell'igiene ambientali e, più recentemente, nella giungla di appalti e subappalti della logistica e nell'agroalimentare.
La CUB di MOnza conosce già molto bene questo tipo di intimidazioni: a gennaio è stata incendiata, proprio fuori dal suo posto di lavoro, l'auto di Laura, delegata sindacale della CUB alla Rovagnati di Villasanta (MB), che aveva condotto degli scioperi contro le cooperative interne che, con il gioco dei cambi d'appalto, volevano licenziare 15 persone.

27 Settembre, terzo Sciopero Globale per il Clima

In Toscana i ferrovieri CUB scioperano.

I ferrovieri della Toscana saranno in sciopero il 27 settembre 2019, per lo Sciopero Generale regionale dichiarato dalla CUB in Toscana per sostenere le mobilitazione studentesche del Fridays For Future e in occasione del terzo sciopero globale per il clima.

I ferrovieri mobilitati con la Cub sono sa sempre impegnati nella lotta contro lo sfruttamento di risorse ambientali e umane e contro una politica industriale – anche ferroviaria falsamente ecologista, che in realtà specula deturpando e sprecando suolo e territorio, come nel caso delle infrastrutture dedicate al TAV.

Lottiamo per il rilancio del servizio base dedicato a tutti i cittadini e per l’implementazione della rete ferroviaria regionale in maniera equilibrata e diffusa in tutto il paese, per un trasporto pubblico, efficiente e popolare e per uno sviluppo del trasporto ferroviario merci, gestito pubblicamente e senza necessità di nuove inutili infrastrutture, anche come mezzi per ridurre gli spostamenti in auto e camion e limitare l’inquinamento da idrocarburi.

In Toscana siamo anche a fianco delle battaglie contro l’inceneritore nella piana fiorentina e contro l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze Peretola.

I soldi delle grandi opere, spendiamoli in case popolari, ospedali pubblici e scuole pubbliche !-

Piattaforma Contrattuale ferrovieri 2016

PIATTAFORMA GENERALE RIVENDICATIVA DEI FERROVIERI sintesi delle assemblee dei lavoratori La piattaforma definita in questo documento è il risultato di assemblee spontanee nate nei posti di lavoro a seguito delle trattative contrattuali tra azienda e sindacati firmatari. Come risposta ai vari comunicati sullo stato della negoziazione contrattuale i lavoratori di ogni divisione si sono riuniti in varie assemblee per stabilire un percorso alternativo, che tenesse conto delle volontà di chi, troppo spesso, vive le conseguenze di scelte inique approvate ai tavoli. A partire dalle assemblee del personale mobile di Bari, del Veneto e di Firenze fino a tutt’Italia, si è diffusa un’energia nuova, senza il supporto di alcuna sigla. Da questi appuntamenti prende sostanza e contenuti la piattaforma rivendicativa, che mostra un differente modo di approcciarsi alle negoziazioni di un CCNL perché portavoce dei lavoratori stessi. Il sindacalismo di base, riunito in un fronte di quattro sigle, ritiene consono il metodo assembleare: ne ha favorito la diffusione, fissato appuntamenti trasversali sui territori e di sintesi nazionale in tre incontri aperti a Roma (18/05/2016, 8/06/2016, 25/07/2016), cui hanno partecipato spezzoni di altre sigle, singoli attivisti e lavoratori sciolti da appartenenze. Le piattaforme di categoria sono state portate a sintesi unitaria in questo documento e non è stato aggiunto nulla al di fuori dei materiali provenienti dalle assemblee (compendiate nelle fonti finali) se non nella parte generale ove necessitava estrarre i temi dalle specifiche richieste. In particolare, la presente piattaforma rivendica i seguenti punti: − Inserimento tra gli armonizzandi dell’articolo 24 del decreto di legge numero 201 del 2011 dei ferrovieri (vecchi e nuovi assunti) che appartengono ai settori Macchina, Bordo, Navigazione, Manovra, Verifica e Formazione Treni, a cui era ancora applicata la speciale disciplina pensionistica; progressiva estensione della speciale disciplina pensionistica a tutti i ferrovieri dell’esercizio. − Abbassamento dei limiti delle prestazioni notturne annuali ai fini dell’accesso ai benefici previsti per le attività usuranti o verso chi effettua i turni notturni, ma non rientrano tra i lavoratori di cui al paragrafo precedente. − Ampliamento e mantenimento dei diritti previsti nella parte generale dell’attuale CCNL-AF. − Sterilizzazione contrattuale del Jobs Act. − Re-internalizzazione progressiva nelle imprese di trasporto di tutte le attività esternalizzate a partire da quelle inerenti l’esercizio ferroviario, la manutenzione, la sicurezza in generale. − Clausole contrattuali che vadano ad ampliare le tutele previste dalla legge in caso di cambio appalto; certezza del riassorbimento di tutto il personale, alle stesse condizioni contrattuali, con mantenimento dell’anzianità, trasferimento TFR, garanzia di solvenza sul committente in caso d’insolvenza della ditta cedente, le cui garanzie dovranno essere specificate nel contratto di appalto. − Logistica specifica per tutto il personale utilizzato in attività a turni: dai parcheggi nelle stazioni, alle strutture di pernottamento, consumazione dei pasti, trasferimenti con mezzi non ferroviari. − Limitazione della fascia di flessibilità per refezione dalle ore 11:30 alle ore 14:30 e dalle ore 18:30 alle ore 21:30; accesso al pasto aziendale per intacco delle fasce e inglobamento nell’orario di lavoro in caso d’impossibilità di poter usufruire dei tempi di refezione al di fuori. − Orario settimanale fissato in 36 h dove a fini normativi il lavoro si definisce: a) Diurno quando interamente collocato nella fascia 6:00-23:59; b) Notturno quando intacca la fascia 00:00-5:59 − Abolizione delle divisioni in FSI Fermo restando quanto previsto dal vigente CCNL si richiedono le specificazioni per i seguenti settori con le piattaforme elaborate nelle avvenute consultazioni di settore: − Piattaforma rivendicativa personale viaggiante (Capitolo 2); − Piattaforma rivendicativa personale officine manutenzioni rotabili (Capitolo 3) ; − Piattaforma rivendicativa settore del movimento (Capitolo 4); − Piattaforma rivendicativa settore manutenzione infrastruttura (Capitolo 5). INDICE 1 INTRODUZIONE – PARTE GENERALE 2 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DEL PERSONALE VIAGGIANTE 2.1 PARTE NORMATIVA 2.1.1 ORARIO DI LAVORO 2.1.2 RIPOSI 2.1.3 PRESTAZIONE GIORNALIERA 2.1.4 LIMITI DI CONDOTTA/SCORTA 2.1.5 EQUIPAGGIO DI CONDOTTA E SQUADRA MINIMA DI SCORTA 2.1.6 PAUSE 2.1.7 REFEZIONE 2.1.8 TERMINE DEL SERVIZIO 2.1.9 LOGISTICA/ TRASFERTE 2.2 PARTE ECONOMICA 2.2.1 INIDONEITÀ 3 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA OFFICINE MANUTENZIONI ROTABILI 3.1 PARTE GENERALE 3.1.1 ESTERNALIZZAZIONI 3.1.2 APPALTI FERROVIARI 3.1.3 INQUADRAMENTO LAVORI USURANTI 3.1.4 ESTENSIONE CCNL 3.2 PARTE NORMATIVA 3.2.1 ORARIO DI LAVORO 3.2.2 LOGISTICA 3.3 PARTE ECONOMICA 4 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA SETTORE DEL MOVIMENTO 4.1 PARTE GENERALE 4.2 PARTE DEL MOVIMENTO 4.3 PARTE ECONOMICA 5 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA SETTORE MANUTENZIONE INFRASTRUTTURA 5.1 PARTE GENERALE 5.1.1 RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE RISPETTO ALLE DECLARATORIE CONTRATTUALI. 5.1.2 SORVEGLIANZA SANITARIA, VALUTAZIONE DEL RISCHIO PER PRESTAZIONI NOTTURNE. 5.2 INTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’, PARCO MEZZI D’OPERA, ASSUNZIONI. 5.3 PARTE NORMATIVA 5.4 PARTE ECONOMICA 5.4.1 RIVALUTAZIONE COMPETENZE ACCESSORIE. 5.4.2 CONTENIMENTO DELLO STRAORDINARIO STRUTTURALE. 5.4.3 AUMENTI STIPENDIALI. 5.4.4 SALARIO PROFESSIONALE. 6 FONTI 1 INTRODUZIONE – PARTE GENERALE L’obiettivo principale di un CCNL del settore ferroviario (AF) è evitare il dumping contrattuale, cioè il sistematico sfruttamento della manodopera – messa in concorrenza fra i dipendenti delle varie imprese – volto al contenimento dei costi del lavoro. Di contro alla tendenza espressa nelle recenti riforme della contrattazione collettiva, si ritiene centrale concentrarci il più possibile sul CCNL AF rispetto a quelli aziendali, in modo che tutti i capitoli dei diritti, dall’orario alle condizioni di lavoro siano compresi nella cornice che valga per tutti i CCNL aziendali. La loro negoziazione sia quindi una vertenza che coinvolge tutti i lavoratori del comparto, senza distinzione di logo sulla divisa. Su questo percorso, e in particolare per il personale dei treni, si ritiene che l’orario di lavoro che gira sulle 24 h/365 gg aciclico in assicurazione di prestazioni di sicurezza dell’esercizio ferroviario, debba essere recepito in una disciplina legislativa che, muovendo dalla condizione di sorveglianza sanitaria ai controlli alcolemici e tossicologici, assicuri anche una condizione psicofisica ottimale. Tenendo conto dello stress da lavoro correlato, occorre prestare maggiore attenzione ai livelli di sicurezza individuando limiti legali e invalicabili. Il ricorso allo straordinario va confinato nell’eccezionalità e mai programmato. In considerazione della natura di bene sociale del trasporto, il CCNL deve favorire forme di autogoverno aziendali decentrate che favoriscano la partecipazione degli utenti, dei lavoratori e in generale della parte pubblica alle decisioni di carattere generale. Inoltre, per lo stesso motivo, il CCNL deve favorire l’unitarietà di proprietà, di gestione e di coordinamento dei comparti in cui si articola il servizio ferroviario; deve promuovere la sicurezza del trasporto nei luoghi di lavoro e, non per ultimo, deve favorire atteggiamenti di responsabilità aziendale circa i risparmi energetici con un’attenzione generale al rapporto sia con l’ambiente che con i viaggiatori per mezzo di protocolli di servizio ad-hoc. I ferrovieri respingono la precarizzazione del rapporto di lavoro: NO all’apprendistato eterno, SI all’apprendistato confinato alla sola formazione e prova in affiancamento con certezza dei tempi e dei criteri di valutazione finale; NO alla disciplina del Jobs act che il presente CCNL stabilisce esplicitamente di non applicare; SI a forme di accesso al part-time volontario con apporti a copertura delle percentuali mancanti; SI a favorire il ritorno volontario a tempo pieno nelle scelte di organico; SI a promuovere la piena occupazione; SI a disincentivare lo straordinario con maggiorazione di costo (corrisposto al lavoratore o parzialmente confluente in un fondo di sostegno al reddito); e infine SI a favorire i trasferimenti di settore e geografia del personale con graduatorie trasparenti, ad appuntamenti almeno annuali. Accanto a questo, in ragione delle pesanti mancanze di organico che aggravano le lavorazioni (e che il nuovo CCNL prometteva di colmare con il semplice aumento di produttività), sono partite indicazioni comportamentali come l’iniziativa di “tutti al turno” e “tutti a normativa”, la cui ampia diffusione nazionale ha messo, a più riprese, in crisi la gestione quotidiana d’esercizio. Tre scioperi, partecipatissimi, (24-25/5/2016, 23-24/6/2016, 21-24/7/2016) sono stati lanciati a sostegno della lotta dei ferrovieri. Il successo delle mobilitazioni è ben rappresentato nella necessità di scompaginare l’agenda delle trattative. Esce quindi l’ipotesi di un contratto ponte, scomponendo la ristrutturazione in passaggi intermedi, dirigendo il mirino su obiettivi quali, ad esempio, la questione Cargo, il codice disciplinare e la malattia . Dobbiamo comprendere l’importanza della questione Cargo: a giugno è nata Mercitalia Srl, stabilito AD e organigramma, annunciati 985 esuberi con conseguenti aumenti di produttività, di orario con i relativi rischi per la sicurezza. Il settore merci fa parte del primo step da dove l’azienda vuole partire per procedere alla privatizzazione, per poi passare a tutte le altre divisioni. A noi concentrare le forze, per respingere questo passaggio. 2 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DEL PERSONALE VIAGGIANTE Normativa generale valida per TUTTI (CCNL A.F.), senza distinzione di azienda e/o Divisione (Pax/TMR/ CARGO) e fatte salve condizioni di maggior favore dei CCNL Aziendali. 2.1 PARTE NORMATIVA 2.1.1 ORARIO DI LAVORO – La variabilità della prestazione settimanale deve essere ridotta a +/- 3 ore (33 – 39 ore) poiché il calcolo della media settimanale sul mese costituisce già un elemento di scompenso eccessivo tra le singole sestine. 2.1.2 RIPOSI – Giornaliero: 16 ore dopo servizio diurno; 20 ore dopo i servizi che impegnano la fascia notturna fino a 3 ore; 20 ore a seguito di un RFR; 24 ore dopo gli altri servizi notturni. – Settimanale MIN 58 ore fisso al sesto giorno, garanzia delle 3538 annue e MIN 12 Riposi di Quantità di 72 ore (uno al mese). Dopo ogni riposo settimanale, ripresa del servizio non prima delle ore 6:00; – R.F.R. (Riposo Fuori Residenza): Minimo 8 ore al netto della refezione e dei tempi necessari per recarsi presso le strutture di pernottamento. – Max 4 R.F.R./mese. – Il tempo d’impegno del RFR concorre al tempo di lavoro settimanale con un parametro demoltiplicatore (es. al 50%). – Il R.F.R non può essere interrotto dalla refezione e si conteggia in seguito alla stessa. – RFR diurno non ammesso. – Massima assenza dalla residenza 24h. 2.1.3 PRESTAZIONE GIORNALIERA – 8 ore per le prestazioni A/R comprese nella fascia 6,01-23,59, elevabile a 8 ore e 45 minuti se in esse è prevista la refezione. – 7 ore per le prestazioni che interessano la fascia oraria 24,00-6,00. – 7 ore per i servizi con riposo fuori residenza. – l’impegno nella fascia notturna concorre al tempo di lavoro settimanale con un parametro moltiplicare del 30%. 2.1.4 LIMITI DI CONDOTTA/SCORTA Condotta effettiva max 6 ore, di cui max 3.30 continuative per servizi AS o AU e 4 ore e 30 per equipaggio con doppio Macchinista; I tempi accessori devono essere computati nella scorta/condotta 2.1.5 EQUIPAGGIO DI CONDOTTA E SQUADRA MINIMA DI SCORTA – Diurno: sempre con almeno una figura (oltre al macchinista) in grado portare il treno fino ai soccorsi (al fine di garantire il diritto alla salute e al soccorso del personale); – Notturno: sempre 2 macchinisti; – Mantenimento delle attuali squadre di scorta – Servizi promiscui equiparati sempre al servizio più limitante normativamente. 2.1.6 PAUSE La pausa di 15 minuti deve intervenire tra la terza e la sesta ora di lavoro e deve consentire al personale l’accesso a locali di ristoro attrezzati e funzionanti, l’uso del bagno e di locali fumatori. 2.1.7 REFEZIONE – Per le giornate con prestazioni superiori alle 8 ore almeno una pausa refezione deve essere prevista all’interno dell’orario di lavoro. – 40 minuti di pausa per la refezione devono essere calcolati al netto degli spostamenti per raggiungere e tornare dal locale di ristorazione convenzionato. 2.1.8 TERMINE DEL SERVIZIO – Nel corso di un periodo di lavoro giornaliero interessante servizio di condotta/scorta qualora per ritardo treno si dovesse superare la prestazione programmata, il personale mobile ha la facoltà di lasciare il servizio due ore oltre la prestazione programmata e comunque non oltre 1 ora rispetto alla durata massima programmabile. In tutti gli altri casi non riconducibili a condotta/scorta treni il personale è autorizzato a lasciare il servizio al termine della prestazione programmata. In assenza di comando aziendale, nei casi di ritardo treno, il personale è autorizzato a rientrare in residenza entro il termine programmato. 2.1.9 LOGISTICA/ TRASFERTE – Salette di sosta dedicate (con bagno distinto tra personale femminile e maschile e punti ristoro automatici). – No base operativa: inizio e fine lavoro nella medesima località (fornite di armadietti, cambio vestiario, posa/ritiro tablet/cell, etc); 2.2 PARTE ECONOMICA – Aumento Salario Professionale di 150€ PDM/PDB; – Incremento di 1 Euro l’ora per la diaria A/R e di 1,20 Euro l’ora per la diaria RFR; – Incremento di 10 euro della IUP per le giornate di riserva, traghettamento, corso formazione, ferie, malattia dopo 7° giorno, permesso, ecc. – Incremento di 2 euro l’ora delle indennità di condotta notturna e diurna a doppio agente; – Trasferimento della IUP dal Contratto aziendale al CCNL AF – Bonus anzianità di 60 Euro con 20 anni di servizio aumentato a 100 Euro con 30 anni di servizio; – Incremento retribuzione di 1,5 volte la giornata di paga per festivo lavorato sopra le 7 ore (oppure eliminazione/dimezzamento per prestazioni inferiori a tre ore). 2.2.1 INIDONEITÀ – Garanzia di ricollocamento – Mantenimento dei Salario professionale (CCNL AF) e della IUP fissa (CCNL AF) per i lavoratori dell’esercizio che abbiano svolto almeno 25 anni di servizio nella mansione; – Mantenimento in quota proporzionale (1/25 per anno) per le persone che hanno anzianità inferiore (i 25esimi mancanti saranno integrati con 25esimi del salario professionale della mansione effettivamente svolta) e tutela del reddito per inidoneità attraverso l’erogazione della media delle competenze dell’ultimo anno di servizio 3 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA OFFICINE MANUTENZIONI ROTABILI 3.1 PARTE GENERALE 3.1.1 ESTERNALIZZAZIONI Stop immediato alle esternalizzazioni assegnate alle ditte esterne, per abbattere la concorrenza della forza lavoro (dumping sociale) tra ferrovieri e personale in appalto. 3.1.2 APPALTI FERROVIARI – Ogni bando di gara deve prevedere l’obbligatorietà dell’applicazione della clausola sociale da parte dell’impresa aggiudicataria dell’appalto, ossia di assorbire nel proprio organico tutti i dipendenti dell’impresa appaltatrice uscente, ai quali dovrà necessariamente essere garantita la medesima condizione economica e normativa in atto al momento del subentro, compresa l’anzianità di servizio già maturata. – Divieto assoluto di subappalto. 3.1.3 INQUADRAMENTO LAVORI USURANTI Riconoscimento pensionistico agevolato sui lavori usuranti alla 60° notte annua. 3.1.4 ESTENSIONE CCNL – Obbligo di applicare il CCNL delle Attività Ferroviarie ai propri dipendenti per tutte le imprese che operano e opereranno nel settore ferroviario, per salvaguardare e rafforzare, in questo modo, il principio fondamentale della parità di trattamento salariale e normativo per lo stesso lavoro. 3.2 PARTE NORMATIVA 3.2.1 ORARIO DI LAVORO – Orario di lavoro settimanale a 36 ore. – Impossibilità per le officine di secondo livello inquadrate a doppio turno, di estendere ulteriormente la forbice dell’orario giornaliero di lavoro: ingresso non prima delle 6.30, uscita non oltre le 20.30. 3.2.2 LOGISTICA – Impossibilità per l’azienda di ridurre il tempo del comporto destinato al cambio abiti ora fissato a 20 minuti. – Riconoscimento della condizione di “pendolare gravoso” anche per i lavoratori inseriti a turno (doppio o avvicendato), garantendo così la possibilità di usufruire dei mezzi pubblici di trasporto. 3.3 PARTE ECONOMICA – Riconoscimento dell’indennizzo di 25€ a tutti i lavoratori che effettuano un turno previsto con il sesto giorno lavorato, e di 40€ per il settimo giorno lavorato (ex estensione manutentiva). – Erogazione al turno di reperibilità nei giorni lavorati di 25€, mentre ai turni di reperibilità nei giorni di riposo 40€. – Riconoscimento di 30€ alle prestazioni lavorative effettuate la domenica – Riconoscimento di 20€ per Indennità per lavorazioni in condizioni disagiate 4 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA SETTORE DEL MOVIMENTO 4.1 PARTE GENERALE Ferma restando la necessità di arrivare ad un abbassamento dei parametri per usufruire del pensionamento anticipato in funzione delle lavorazioni usuranti (turni in terza , numero delle notti ridotte a 60 notti annue ). – Riduzione orario di lavoro a 36 ore settimanali. – Conferma delle ferie turnificate dal 15 giugno al 15 settembre . 4.2 PARTE DEL MOVIMENTO Conferma attuale inquadramento professionale D.M. conferma attuale inquadramento posti di lavoro (stazioni e dirigenze centrali ) . Immissione nel livello professionaliquadri previo colloquio senza attribuzione punteggi supplementari, con graduatorie sulla base dell’anzianità di servizio . Prevedere per i tecnici pluri-abilitati un percorso per l’immissione in livelli equiparati ai D.M No ad un orario spezzato, sovrapposto o fessurizzato sui turni 4.3 PARTE ECONOMICA – Aumento medio della paga base di 120 euro sul livello Tecnico. – Indennità lavoro domenicale di 29 euro. – Riparametrazione salario professionale in funzione dei carichi di lavoro realmente esistenti. – Indennità di funzione aumentate del 20 per cento – Indennità di turno A 4 euro al giorno (turni in terza) – Indennità per lavoro notturno 3 euro l’ora. 5 PIATTAFORMA RIVENDICATIVA SETTORE MANUTENZIONE INFRASTRUTTURA La piattaforma che si presenta per il rinnovo contrattuale delle Attività Ferroviarie e Contratto Aziendale di Gruppo FS scaduto il 31.12 2014 riguardante il settore “manutenzione infrastrutture” è sostanzialmente costituita da articolazioni contrattuali esistenti, quindi esigibili, che invece non trovano riscontro applicativo nell’attività produttiva quotidiana. 5.1 PARTE GENERALE 5.1.1 RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE RISPETTO ALLE DECLARATORIE CONTRATTUALI. L’articolo 27 (classificazione professionale) del CCNL stabilisce le declaratorie e le figure professionali cui deve corrispondere la retribuzione contrattuale di cui all’art.68 del CCNL; in molteplici attività manutentive vengono utilizzati agenti inquadrati come Operatori Specializzati livello D invece che Tecnici livello C in difformità alle declaratorie proprie del livello professionale difatti la differenza sostanziale delle declaratorie tra i livelli D (Operatori Specializzati) e C (Tecnici) è che i Tecnici lavorano in autonomia (saldature rotaie, apporti cuore al manganese, conduttori di macchine operatrici, interventi e manutenzione che richiedono conoscenza di schemi elettrici complessi, titolare delle interruzioni con oltre 2 cantieri di lavoro) controllano e dispongono l’attività produttiva (caposquadra, caposquadra nucleo di pronto intervento, caposcala TE, controllo attività produttiva ditte appaltatrici). Si rivendica quindi l’applicazione e il riconoscimento di un inquadramento professionale che sia compatibile con le declaratorie di Tecnico come previsto dal CCNL e dall’articolo 2103 del Codice Civile. 5.1.2 SORVEGLIANZA SANITARIA, VALUTAZIONE DEL RISCHIO PER PRESTAZIONI NOTTURNE. Gli agenti della manutenzione infrastrutture rientrano nell’orario di lavoro giornaliero di cui all’art 28 punto 1.6 lettera d CCNL (su prestazione unica giornaliera) ed essendo dipendenti di RFI si applica l’art.13 punto 1.8 del Contratto Aziendale di Gruppo così come si applica l’accordo nazionale di settore di maggio 2004 riguardante i “cantieri notturni”. Questo determina la necessità di trattare a livello di Unità Produttiva (secondo livello di contrattazione collettiva aziendale) l’utilizzo di agenti in attività notturne fissate per un massimo di 79 notti annue dall’art.28 punto 1.9 lettera c del CCNL dove nel suddetto tetto massimo deve essere conteggiata come prestazione notturna ogni attività lavorativa che supera le 3 ore di lavoro notturno e quindi anche le chiamate di pronto intervento che hanno tale periodo temporale. Si assiste sistematicamente al supero delle attività notturne annuali in un settore dove non sono previste e hanno una cadenza non programmata, questo elemento risultava marginale circa 10 anni orsono dove le attività notturne erano praticamente ridotte a qualche decina per anno, con la saturazione degli spazi manutentivi diurni dovuti all’intenso traffico ferroviario e alla eliminazione, per questioni di sicurezza del lavoro, della protezione su avvistamento si è generato un aumento esponenziale delle prestazioni notturne dove non si garantisce neanche il riposo minimo giornaliero di 11 ore consecutive che si ripercuote sulla salute dei lavoratori con turno diurno in modo drammatico. Questa particolarità del settore richiede una attenta verifica da parte delle strutture sanitarie preposte e una analisi approfondita nella valutazione del rischio da parte del Datore di Lavoro (DVR) e a livello cautelativo si chiede la sorveglianza sanitaria al superamento delle 40 prestazioni notturne per anno. 5.2 INTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’, PARCO MEZZI D’OPERA, ASSUNZIONI. Chiediamo che la società RFI con azionista unico pubblico svolga l’attività di manutenzione della rete ferroviaria per cui è stata costituita rendendo operativi e produttivi tutti i centri di lavoro adeguando gli stessi di idonei mezzi d’opera e personale adeguato sia a livello professionale che numerico in quanto si assiste ad una costante deprofessionalizzazione e incapacità produttiva del settore dovuta alla incapacità di rinnovare o rendere efficienti i mezzi d’opera e alla crescente politica degli appalti che rende i ferrovieri, soprattutto giovani diplomati di grado elevato, a supporto del lavoro di terzi. 5.3 PARTE NORMATIVA Adeguamento all’art.7 del DLgs. 66/03 del riposo minimo giornaliero a 11 ore. Gli attuali regimi di orario applicati da RFI in caso di prestazione notturna prevedono il riposo giornaliero ad 8 ore senza riconoscere al lavoratore il riposo compensativo di cui all’art 17 comma 4 del suddetto Decreto Legislativo e del tutto verificabile che esistono un numero non trascurabile di ferrovieri che riducono ulteriormente tale riposo in quanto alla fine della prestazione diurna rientrano presso la propria residenza. Sembra quindi pacifico che in una attività lavorativa dove enormi sono le responsabilità che si assumono ai fini della sicurezza e puntualità dell’esercizio non può essere trascurabile il grado di attenzione dell’agente operatore, che in un contesto, oramai robotico, (dove numerosi agenti svolgono 3 prestazioni notturne settimanali di cui la terza nella notte venerdì-sabato con addirittura 8 ore di straordinario per tre settimane, nella 4° settimana si espleta il turno di pronto intervento con un numero di chiamate pari a 4-6 settimanali) sembra un elemento irraggiungibile per cui fermo restando le disposizioni di cui all’art 29 del CCNL (straordinario), accordo nazionale di settore maggio 2004 (cantieri notturni vedi sistemazione logistica, fruizione pasti) si chiede l’immediata concessione di riposi compensativi di cui D.Lgs.66/03 art.17 comma 4 oppure 11 ore di riposo consecutive tra due prestazioni come da art.7 del suddetto Decreto 5.4 PARTE ECONOMICA 5.4.1 RIVALUTAZIONE COMPETENZE ACCESSORIE. Da una attenta analisi degli aumenti riguardanti le competenze accessorie avuti nel contratto 2012 si evince che le stesse sono state pressoché stabili rispetto ai rinnovi contrattuali di almeno 15 anni prima provocando una riduzione del potere di acquisto dei dipendenti che invece dovrebbe essere stabile nel tempo; pertanto si chiede una rivalutazione delle competenze attuali del 20% dato percentuale che risulta essere tuttavia sottostimato rispetto al valore dell’istituto del CCNL del 1992 . 5.4.2 CONTENIMENTO DELLO STRAORDINARIO STRUTTURALE. L’articolo 29 punto 1 del CCNL definisce chiaramente i presupposti per il ricorso allo straordinario, quindi lo stesso non può essere utilizzato per attività manutentive o programmate soprattutto se ciò comporta riduzione di organico. Invece si assiste ad un utilizzo sempre più massiccio di prestazioni straordinarie con utilizzazioni di agenti presso diverse Unità Manutentive determinando una manutenzione sempre meno efficace e una riduzione di organici preoccupante, si chiede pertanto il mantenimento degli standard manutentivi fissati e un turn-over efficace che sia speculare alla media degli ultimi 10 anni, dove si è assistito ad un tracollo qualitativo/quantitativo dei Centri di Lavoro con evidenti ripercussioni sulla manutenzione e ai carichi di lavoro degli agenti manutentori. 5.4.3 AUMENTI STIPENDIALI. Il rinnovo contrattuale del 2012 ha segnato per la categoria un forte arretramento del potere di acquisto poiché gli aumenti contrattuali risultavano irrisori rispetto al tasso di inflazione reale visto il periodo di vacanza contrattuale molto lungo, allo stato attuale si chiede un aumento stipendiale di 140 euro mensili per il livello C Parametro 129 che risulta essere di un tasso di inflazione reale del 2,5% annuo con uno stipendio annuale lordo di 32.000 euro. 5.4.4 SALARIO PROFESSIONALE. Si chiede l’uniformità del salario professionale di cui articolo 72 del CCNL parificando lo stesso sia ai manutentori infrastruttura che agli addetti alle officine nazionali infrastruttura. 6 FONTI Assemblea pers.mobile Bari aprile? Assemblea pers.mobile Veneto aprile? Assemblea pers.mobile Firenze 23.4.16 Assemblea pers.mobile Emilia R. a BO 27.4.16 Assemblea Torino 29.4.16 Assemblea pers.mobile Roma 3.5.16 Assemblea RSU iesu Firenze 6.5.16 Assemblea Genova 9.5.16 Assemblea pers.mobile Puglia a BA11.5.16 Assemblea pers.mobile iesu Pescara 11.5.16 Assemblea Toscana a FI 12.6.16 Assemblea pers.mobile Toscana a LI 12.5.16 Assemblea Treviso 16.5.16 Assemblea pers.mobile Toscana a PT 17.5.16 Assemblea RSU pers.mobile Milano 17.5.16 Assemblee manutenzione DTP Lazio magg’16 Assemblee Officine Ancona maggio 2016 Assemblee Officine Vicenza maggio 2016 Assemblea pers.mobile Bologna 27.5.16 Assemblea pers.mobile Firenze 3.6.16 Assemblea pers.mobile Napoli 7.6.16